popolo/populismo: termine elevato non negativo

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jrs

popolo/populismo: termine elevato non negativo

Messaggio da jrs » 07/03/2015, 19:24

I Beatles facevano musica pop, Dylan anche, in un certo periodo. E Marx? Non era un economista "populista" ?, e potrei continuare a lungo citando persone di cultura di destra e di sinistra. D'altra parte è noto che nei paesi anglosassoni il termine popolare, cioè che piace alla gente, ha un indubbio significato nobile. Mentre qui, ora, in Italia da parte di certa sinistra radical chic (quindi non di vera sinistra) e di molti parvenu di centro-destra (quindi non di vera destra) e spesso entrambi anche catto-animal-buonisti, assume sfumature a dir poco sprezzanti. Very much ignorance!

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Re: popolo/populismo: termine elevato non negativo

Messaggio da SniperElite » 08/03/2015, 1:10

C'è un po' di confusione, popolare è ben diverso da populismo: popolare è qualcosa che "appartiene" al popolo, qualcosa che riguarda il popolo ovverosia l'insieme dei cittadini, qualcosa che trova la sua origine nel popolo e così via. Non ha affatto un'accezione negativa.
Diversamente, la Treccani afferma che per populismo debba intendersi l' "...atteggiamento ideologico che, sulla base di principî e programmi genericamente ispirati al socialismo, esalta in modo demagogico e velleitario il popolo come depositario di valori totalmente positivi."
La connotazione negativa è ben evidente.
Per utilizzare un'altra espressione particolarmente gettonata negli ultimi tempi, populista è sicuramente "chi parla alla pancia della gente", magari nella speranza che l'uditorio non sia dotato di un cervello particolarmente recettivo (il bello è che sempre più spesso la speranza è confermata dalla realtà!).
E ne abbiamo fulgidi esempi in Italia... :cerotti:
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jrs

Re: popolo/populismo: termine elevato non negativo

Messaggio da jrs » 08/03/2015, 16:54

SniperElite ha scritto:C'è un po' di confusione, popolare è ben diverso da populismo: popolare è qualcosa che "appartiene" al popolo, qualcosa che riguarda il popolo ovverosia l'insieme dei cittadini, qualcosa che trova la sua origine nel popolo e così via. Non ha affatto un'accezione negativa.
Diversamente, la Treccani afferma che per populismo debba intendersi l' "...atteggiamento ideologico che, sulla base di principî e programmi genericamente ispirati al socialismo, esalta in modo demagogico e velleitario il popolo come depositario di valori totalmente positivi."
La connotazione negativa è ben evidente.
Per utilizzare un'altra espressione particolarmente gettonata negli ultimi tempi, populista è sicuramente "chi parla alla pancia della gente", magari nella speranza che l'uditorio non sia dotato di un cervello particolarmente recettivo (il bello è che sempre più spesso la speranza è confermata dalla realtà!).
E ne abbiamo fulgidi esempi in Italia... :cerotti:
Mah... non credo vi sia proprio così confusione: il direttore del "Sole 24 ore", Roberto Napoletano, ha affermato invece quello che credo e ho scritto e che penso anch'io pur condividendo -soltanto in parte- l'accezione espressa dalla Treccani comunemente diffusa ed intesa in Italia. Una definizione dove il termine viene accettato in modo "asettico" solamente come negativo, cosa che nella realtà, però, è una strumentalizzazione. Infatti nei paesi anglosassoni i termini populismo e popolare, nella loro "essenza", sono entrambi quasi sempre intesi nel senso nobile del termine. D'altra parte non è una novità che il termine "populismo" sia stato coniato -in realtà- come un' invenzione creata da governanti e politici in realtà "essenzialmente" reazionari (e reazionari indipendentemente da loro schieramento politico ufficiale) e come reazione "elitaria" al benessere del popolo...

Infatti in USA dove questo termine non potrebbe mai esistere si è stabilito, per esempio, che il popolo abbia diritto ad armarsi... Mentre qui si direbbe, anzi si dice (ed è obiettivamente provato e immediatamente riscontrabile), che è solo una cosa da populisti americani...

Poi se si vogliono seguire soltanto definizioni libresche (e meramente funzionali a una certa gestione del potere), senza tener conto di quanto è davvero reale... Be' in democrazia ognuno è libero di farlo mettendo la testa sotto la sabbia...

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Ultima modifica di jrs il 08/03/2015, 17:15, modificato 1 volta in totale.

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Re: popolo/populismo: termine elevato non negativo

Messaggio da belpi » 08/03/2015, 17:13

jrs ha scritto: nei paesi anglosassoni i termini populismo e popolare, nella loro "essenza", sono entrambi quasi sempre intesi nel senso nobile del termine.
popolare, sì.
populismo, non mi risulta.

"populismo" è una dottrina più sociale che politico-ideologica; la contrapposizione del "popolo minuto" e dei suoi interessi e necessità contro un estraneo interno (le elites; i poteri forti) o esterno.

i movimenti populisti storici sono quelli latino americani; il fatto che la parola abbia una connotazione in qualche modo negativa è oggettivo. tanto per dire: nessun movimento si autodefinisce "populista".
a differenza dei movimenti popolari.

jrs

Re: popolo/populismo: termine elevato non negativo

Messaggio da jrs » 08/03/2015, 17:34

Si, Belpi, se ci si riferisce strettamente e soltanto a definizioni storiografiche superate e/o funzionali a una certa gestione del potere...
Ma nella sostanza... le cose sono molto diverse. Per esempio, se in Italia si proponesse, ipoteticamente, di attuare una riforma della costituzione che possa prevedere per il popolo una possibilità simile al 2°emendamento degli USA (non più e non meno della stessa possibilità che c'è negli USA), qui si direbbe soltanto, e in parecchi di sinistra ma anche di centro-destra lo hanno detto, che è una becera cosa da populisti...


Voglio dire che è negativo se ci si basa solo sulle esperienze storiche che hai richiamato. Per esempio Salvini o Grillo (e io non sono un leghista, ne del Mov. 5 stelle) hanno giustamente detto che populismo (come potrebbe essere inteso oggi e non in senso storico) non è una per niente parolaccia. E credo che in questa loro contemporanea interpretazione in gran parte non sbaglino.
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Re: popolo/populismo: termine elevato non negativo

Messaggio da SniperElite » 08/03/2015, 18:24

jrs ha scritto:Voglio dire che è negativo se ci si basa solo sulle esperienze storiche che hai richiamato. Per esempio Salvini o Grillo (e io non sono un leghista, ne del Mov. 5 stelle) hanno giustamente detto che populismo (come potrebbe essere inteso oggi e non in senso storico) non è una per niente parolaccia. E credo che in questa loro contemporanea interpretazione in gran parte non sbaglino.
Infatti non è una parolaccia.
Guarda caso però è un concetto che ben si attaglia a talune trovate dei due soggetti menzionati.
Per stare bassi senza perderci in inutili voli pindarici, populista è quello che fa proclami ben sapendo, o colpevolmente ignorando, che quello che dice è comunque irrealizzabile, con l'unico intento di movimentare o far crescere una particolare area di consenso.
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Francesco1272
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Re: popolo/populismo: termine elevato non negativo

Messaggio da Francesco1272 » 08/03/2015, 21:33

Il Sinistrato, quando non ha piú argomenti, si rifugia nell' insulto, chiamando la controparte (che magari ne vota Grillo, neppure é fascista, oppure ha idee completamente diverse dalla massa) "Grillino, Fascista, populista". Particolarmente, se il tema é particolarmente sentito dalla gente, affibbierá l' epiteto "populista". E' come discutere con un bifolco, che, messo alle strette, ti dira' :"Sei una testa di cazzo!", non avendo argomenti per controbattere. Per Repubblica dire che la gente ne ha le palle piene dei migranti é "Populismo".

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Re: popolo/populismo: termine elevato non negativo

Messaggio da standard9 » 08/03/2015, 21:46

Tralasciando Treccani e 'quattro gatti',popolare è un termine alquanto dispregiativo, ma con l'apparenza democratica egualitaria.
Mai e poi mai,un Vip, si comporterà da popolare! Se inviti una dama a cena,non certo la porteresti in un ristorante che apparttiene al popolo,al volgo! Popolare a livello politico è una parola che teoricamente porta dentro di sè 'uguaglianza,libertà e fratellanza' ,una conquista della civiltà e della democrazia,ma in pratica è solo una demagogia che viene strumentalizzata dai potenti che giammai vorrebbero essere gente comune,popolare,pena il decadimento e il fallimento del proprio ego! :sigaro:

jrs

Re: popolo/populismo: termine elevato non negativo

Messaggio da jrs » 08/03/2015, 22:05

Sniperlite

ok per non perdersi in voli pindarici occorre tener presente il fatto che quando si chiede ai politici di rinunciare ai vitalizi anche e non solo per dare un segnale in questo periodo di crisi oppure di ridurre ragionevolmente emolumenti, stipendi e pensioni d'oro sia a se stessi come a manager pubblici non sempre giustificati e via così con altri svariati esempi, i suddetti rispondono che questo è populismo. Cosa, però, che avviene solo in Italia: altrove non esiste questa parola per simili e analoghi motivi, ma solo, appunto, per riferimento ai fatti del passato come ad esempio per l'Argentina.

Ecco, questo volevo dire -tra le righe- con il mio primo post e sotto traccia la cosa che voleva dire anche R. Napoletano attraverso citazioni di artisti e uomini di chiara cultura nel paragone con altri paesi di lingua anglosassone.

E' chiaro?

O come ai tempi di Luigi XVI se si dice che il popolo a fame (fame qui intesa in senso lato, di giustizia, di case, di sicurezza, di lavoro, ecc.) anziché rispondere come fece allora Maria Antonietta con "dategli le brioches" oggi si risponde che
è solo populismo?? e si elude il problema ??

Adesso e chiaro ?

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Re: popolo/populismo: termine elevato non negativo

Messaggio da standard9 » 09/03/2015, 7:08

monteaspro ha scritto:popolare e dispregiativo dici? quindi chi abita in una casa popolare e discriminato ,vero.
Non solo la casa,ma anche l'automobile,l'abbigliamento,gli orologi e tante,tante altre cose! Io possiedo solo un'auto,popolare, e so benissimo l'effetto che fa alla gente comune,quando vai a un ricevimento,un invito ad un matrimonio, ma me ne sbatto!
Tale mentalità,bella o brutta che sia,non l'ho creata io ed è ormai radicata in tutti,dal popolino alle frange più alte della borghesia.
A parte l'auto,uso ancora un telefonino di alcuni anni fa(Samsung GT-C3520).Quando capito di usarlo,in particolare per lavoro,non è raro cogliere una certa perplessità sul viso delle persone presenti nell'ambiente,ormai quasi tutte munite di smart-phone.
Penseranno che non sono aggiornato e di certo apparirò in basso alla loro classifica!

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Re: popolo/populismo: termine elevato non negativo

Messaggio da standard9 » 09/03/2015, 8:14

jrs ha scritto:
Sniperlite

ok per non perdersi in voli pindarici occorre tener presente il fatto che quando si chiede ai politici di rinunciare ai vitalizi anche e non solo per dare un segnale in questo periodo di crisi oppure di ridurre ragionevolmente emolumenti, stipendi e pensioni d'oro sia a se stessi come a manager pubblici non sempre giustificati e via così con altri svariati esempi, i suddetti rispondono che questo è populismo. Cosa, però, che avviene solo in Italia: altrove non esiste questa parola per simili e analoghi motivi, ma solo, appunto, per riferimento ai fatti del passato come ad esempio per l'Argentina.

Ecco, questo volevo dire -tra le righe- con il mio primo post e sotto traccia la cosa che voleva dire anche R. Napoletano attraverso citazioni di artisti e uomini di chiara cultura nel paragone con altri paesi di lingua anglosassone.

E' chiaro?

O come ai tempi di Luigi XVI se si dice che il popolo a fame (fame qui intesa in senso lato, di giustizia, di case, di sicurezza, di lavoro, ecc.) anziché rispondere come fece allora Maria Antonietta con "dategli le brioches" oggi si risponde che
è solo populismo?? e si elude il problema ??

Adesso e chiaro ?
Rispondendo in tal modo,caricando tutto sul termine populismo,vogliono ricordare che si vive in una democrazia ove c'è una differenza di classe che va da quelle più umili alle più 'nobili'(dalla rivoluzione francese poco è cambiato in effetti)pertanto,non si può pretendere un'uguaglianza di meriti e benefici, e nè si devono fare paragoni.Non si vive in uno stato socialista,ossia populista ove le classi sociali sono quasi abolite e ne esiste una sola.Populista quindi in tal senso si riferisce alle classi più povere,meno abbienti,meno elevate da un punto di vista sociale ed economico,e nella fattispecie degli stipendi e pensioni d'oro,coloro che evidenziano una simile contraddizione in un periodo di crisi economica e indicano taluni di godere di privilegi vengono da costoro tacciati di populismo!

jrs

Re: popolo/populismo: termine elevato non negativo

Messaggio da jrs » 09/03/2015, 8:49

standard9 ha scritto:
jrs ha scritto:
Sniperlite

ok per non perdersi in voli pindarici occorre tener presente il fatto che quando si chiede ai politici di rinunciare ai vitalizi anche e non solo per dare un segnale in questo periodo di crisi oppure di ridurre ragionevolmente emolumenti, stipendi e pensioni d'oro sia a se stessi come a manager pubblici non sempre giustificati e via così con altri svariati esempi, i suddetti rispondono che questo è populismo. Cosa, però, che avviene solo in Italia: altrove non esiste questa parola per simili e analoghi motivi, ma solo, appunto, per riferimento ai fatti del passato come ad esempio per l'Argentina.

Ecco, questo volevo dire -tra le righe- con il mio primo post e sotto traccia la cosa che voleva dire anche R. Napoletano attraverso citazioni di artisti e uomini di chiara cultura nel paragone con altri paesi di lingua anglosassone.

E' chiaro?

O come ai tempi di Luigi XVI se si dice che il popolo a fame (fame qui intesa in senso lato, di giustizia, di case, di sicurezza, di lavoro, ecc.) anziché rispondere come fece allora Maria Antonietta con "dategli le brioches" oggi si risponde che
è solo populismo?? e si elude il problema ??

Adesso e chiaro ?
Rispondendo in tal modo,caricando tutto sul termine populismo,vogliono ricordare che si vive in una democrazia ove c'è una differenza di classe che va da quelle più umili alle più 'nobili'(dalla rivoluzione francese poco è cambiato in effetti)pertanto,non si può pretendere un'uguaglianza di meriti e benefici, e nè si devono fare paragoni.Non si vive in uno stato socialista,ossia populista ove le classi sociali sono quasi abolite e ne esiste una sola.Populista quindi in tal senso si riferisce alle classi più povere,meno abbienti,meno elevate da un punto di vista sociale ed economico,e nella fattispecie degli stipendi e pensioni d'oro,coloro che evidenziano una simile contraddizione in un periodo di crisi economica e indicano taluni di godere di privilegi vengono da costoro tacciati di populismo!
Quoto! Perfettamente daccordo caro standard.

E perfettamente daccordo anche per il post a Monteaspro.
La futilità di una cultura consumistica la subisco da sempre a piccole dosi. Uno smartphone samsung, però, per comodità di connessione l'ho dovuto necessariamente prendere, ma in generale, se posso, anch'io me ne sbatto.
E me ne sono sempre sbattuto. Anzi trovo ridicola e insieme patetica la perplessità se non addirittura una malcelata ombra di disappunto che a volte si legge sul volto di altri individui, magari anche molto abbienti, ma con evidente pochissima cultura e tanta, parecchia superficialità e provincialismo...

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Re: popolo/populismo: termine elevato non negativo

Messaggio da SniperElite » 09/03/2015, 13:19

Francesco1272 ha scritto:Il Sinistrato, quando non ha piú argomenti, si rifugia nell' insulto, chiamando la controparte (che magari ne vota Grillo, neppure é fascista, oppure ha idee completamente diverse dalla massa) "Grillino, Fascista, populista". Particolarmente, se il tema é particolarmente sentito dalla gente, affibbierá l' epiteto "populista". E' come discutere con un bifolco, che, messo alle strette, ti dira' :"Sei una testa di cazzo!", non avendo argomenti per controbattere.
In verità è soltanto il sintomo dell'imbarbarimento della società, la gente non sta bene, i sentimenti si esacerbano, le posizioni si radicalizzano.
Il punto è che chi non ha la lucidità mentale per fare un ragionamento politico serio e ponderato (a prescindere che si rifaccia alle idee di destra, centro, sinistra, nord, sud, e chi più ne ha più ne metta) finisce inevitabilmente nelle braccia dei populisti, soggetti in grado di andare a toccare il nervo scoperto, destare interesse e strappare consensi.
Tanto per fare un esempio lampante, quello che grida "via i rom dall'Italia" fa finta di non sapere che gran parte di questi sono italiani da 30 anni (che poi siano o meno integrati è un discorso diverso) e non li puoi cacciare.
"Sgomberiamo tutti i campi rom e mandiamoli nelle case", si tesoro ma quali case? Le tue? Non ce ne sono neanche per gli italiani in graduatoria da 20 anni! Se non mi tiri fuori un piano per l'edilizia popolare credibile stai solo facendo casino inutile. Populismo.
Poi magari lo stesso vuole uscire anche dall'Euro, o meglio questo vuole far credere ai suoi sostenitori, alla fine questi ci credono pure: semplicemente non è possibile.
Quell'altro che voleva bombardare i barconi con gli immigrati evidentemente era in preda ad un delirio perché anche l'uomo della strada sa che non è possibile in alcun modo uccidere deliberatamente civili inermi.
Poi c'è quell'altro che in un paese pieno di fannulloni, ladri e truffatori vorrebbe garantire un reddito di cittadinanza a tutti: il fancazzista è ben felice di percepire "emolumenti" e chiaramente alza lodi al cielo per un intervento simile. Ma sappiamo tutti cosa sono in grado di fare gli italiani quando c'è da attingere alle casse pubbliche.
Se dovessi esprimere la mia linea, io preferirei ad esempio puntare su strumenti - e mettere eventualmente soldi - per favorire l'ingresso ed il reingresso nel mondo del lavoro: bisogna mettere le persone in condizioni di auto-sostenersi e fare in modo di aiutare chi ha davvero bisogno (senza arrivare ad esempio ai disastri della cassaintegrazione eterna che a molti italiani piace anche). I tempi delle vacche grasse sono finiti da un pezzo ma c'è chi non se ne rende conto e continua con sotterfugi a cercare il modo per attaccarsi alla mammella dello Stato.
Francesco1272 ha scritto: Per Repubblica dire che la gente ne ha le palle piene dei migranti é "Populismo".
E infatti detto in certi termini lo è, perché dietro non c'è un indirizzo politico preciso ma solo la volontà di esacerbare gli animi e raccogliere consensi.
Una persona non dico illuminata ma anche solo con un neurone funzionante dovrebbe sapere che nel momento in cui ti trovi davanti un'imbarcazione in difficoltà con persone a bordo, DEVI PER FORZA procedere al soccorso. Non puoi oggettivamente abbandonare quella gente in balia delle onde quindi sei costretto a metterle in salvo e ad assisterle.
Ad un ascoltatore poco attento o particolarmente incattivito basta dire "schieriamo le navi da guerra per bloccare i flussi!" e via con le grida di giubilo, ignorando che è una cosa senza senso perché se avvisti la carretta del mare sei comunque costretto ad andare a recuperare quei disperati, altro che cannoneggiamenti.
Il problema deve essere affrontato alla radice, ma è una cosa estremamente complessa anche in virtù della situazione libica attuale: purtoppo però l'uomo di strada spesso non sa neanche cosa sia o dove si trovi la Libia, quali siano le problematiche a breve-medio-lungo termine e non può che trovare giuste le sparate di certi soggetti.
Quando tutto ciò si sposa poi con la tutela del proprio orticello, apriti cielo.
Se volessimo averne immediatamente il polso, basterebbe far entrare qui dentro un politicante, magari decerebrato assoluto, che promette di alzare chessò a 10000 il numero massimo di munizioni detenibili e a 50 le armi comuni: potete star certi che nonostante sia un inetto totale, questo soggetto qualche consenso lo prenderebbe lo stesso perché c'è tanta gente che se ne frega dei problemi reali e pensa soltanto alla cura del proprio orto.
Quando si adotta un approccio simile, è facile giungere "alla pancia" della gente e spostare consensi ma non si dimostra altro che la vacuità del proprio bagaglio politico.
jrs ha scritto:O come ai tempi di Luigi XVI se si dice che il popolo a fame (fame qui intesa in senso lato, di giustizia, di case, di sicurezza, di lavoro, ecc.) anziché rispondere come fece allora Maria Antonietta con "dategli le brioches" oggi si risponde che
è solo populismo?? e si elude il problema ??
La gente avrà anche fame è verissimo, ma non per questo devi trattarli come cani affamati pronti ad ingozzare anche una polpetta avvelenata.
Personalmente trovo squallido prendere in giro la gente soltanto per raccattare consensi.
Se c'è un problema lo devi affrontare in maniera seria non con sparate a ca**o utili soltanto a ridestare un elettorato assopito, sensibile soltanto a certi stimoli.
Tra l'altro oggi non siamo molto lontani dai tempi di Maria Antonietta, l'unica differenza è che c'è qualcuno che all'affermazione "il popolo ha fame" risponde con "è colpa dei rom", "è colpa dei negher", "è colpa dell'euro", "è colpa di Renzi", senza proporre uno straccio che sia uno di politiche per risolvere il problema della "fame".
Ricordiamoci sempre che a chiacchiere sono buoni tutti, ma il cavallo buono si vede soltanto in salita.
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