trasporto armi all'interno dell'territorio Italiano

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stefanodt
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Re: trasporto armi all'interno dell'territorio Italiano

Messaggio da stefanodt » 24/06/2016, 14:18

Neofitaaa ha scritto: "I titolari di licenza di porto d'armi lunghe da fuoco con canna ad anima liscia di cui alla legge n. 323/1969 (TIRO AL VOLO) possono:
a) "PORTARE" il tipo d'arma oggetto dell'autorizzazione;
b) "TRASPORTARE" e "ACQUISTARE" tutte le armi comuni da sparo. "
Che è esattamente quanto scritto da me.
Neofitaaa ha scritto:Al riguardo, in primo luogo, osservo che, se la licenza è denominata "Porto d'armi lunghe da fuoco con canna ad anima liscia", ad essere conseguenti si dovrebbe avere solo la facoltà sub a), e non anche quella sub b), che, con il tiro al volo con il fucile non ha la benche minima attinenza.
Tutte le quattro licenze di Porto d'armi esistenti consentono in primis l'acquisto ed il trasporto di tutte le armi e munzioni, (art. 34 c.4 e art. 55 c.4 TULPS) con in più l'autorizzazione al porto delle armi specifiche oggetto della licenza (corte o lunghe, difesa, caccia o tiro a volo).
Neofitaaa ha scritto: Per cui, almeno stando alla lettera della circolare e alla lingua italiana come attestata dai dizionari, possedendo la licenza denominata "Porto di fucile uso Tiro a Volo", si potrebbe tranquillamente andare in giro col fucile nel modo sopra descritto...essendo, però, arrestati dalla polizia dopo nemmeno cinque minuti.
Per la precisione, anche se non è più in uso perché non "politically correct" e sconsigliato per le ovvie ripercussioni che avrebbe a causa di tutori dell'ordine ignoranti e popolino facile all'allarme, l'art. unico della L.323/1969 stabilisce che "il Questore può rilasciare a chi ne faccia richiesta, qualora sia sprovvisto di licenza di porto d’armi lunghe da fuoco concessa ad altro titolo, apposita licenza che autorizza il porto delle armi lunghe da fuoco dal domicilio dell’interessato al campo di tiro e viceversa."
Quindi a ben vedere non è un porto d'armi "all inclusive" come quello per difesa personale ma autorizza il porto solo nel preciso percorso da casa al campo di tiro e ritorno. Fino alla fine degli anni '70 dalle mie parti non era infrequente veder passare uno o più individui, doppietta in spalla, che andavano al TAV a piedi o in bici e nessuno correva dai CC. Poi col tempo, cambiata la testa della gente e di chi è tenuto a vigilare, aumentato il benerssere che ha reso l'automobile il mezzo unico di spostamento, quest'usanza è andata sparendo al punto che oggi, senza che una legge lo dica, è considerata vietata, ma non lo è.
Neofitaaa ha scritto:Per cui, indirettamente, il Capo della Polizia sembra confermare che, al contrario, le armi lunghe da fuoco con canna ad anima liscia (per esempio, i fucili a pompa), per le quali la circolare consente espressamente di "portare il tipo d'arma oggetto dell'autorizzazione", possono, appunto, essere "portate"...quindi anche ad armacollo, con la pronta disponibilità che caratterizza il "porto".
Cosa, che, ovviamente, sconsiglio vivamente a tutti...anche se mi sembra che, sia la Circolare del Ministero, che l'interpretazione datane dal Capo della Polizia, lo consentano in modo espresso.
Forse non volevano affatto dire questo, ma a me pare che l'abbiano proprio detto.
Non vi pare?
Come ho scritto sopra, la legge lo consente solo con limiti di tempo e luogo e non "liberamente" ma purtroppo in molti ignorano e/o malapplicano forse anche in malfede la disposizione di legge. Nessuno oggi si sognerebbe di portare un fucile a tracolla perché verrebbe fuori un casino ma poi, davanti ad un giudice, se le circostanze ti tempo e luogo del porto sono coerenti con la norma (vado al TAV e sto seguendo la via più breve), si andrebbe assolti con formula piena.
Come tutti comunque (Mori stesso lo fa) si sconsiglia di fare tale atto per evitare tutte le grane che implacabilmente arriverebbero.

:october:
Sappiamo più cose inutili di quante ne ignoriamo necessarie. (L. de Clapiers de Vauvenargues)

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Re: trasporto armi all'interno dell'territorio Italiano

Messaggio da Neofitaaa » 24/06/2016, 14:52

stefanodt ha scritto:
Come ho scritto sopra, la legge lo consente solo con limiti di tempo e luogo e non "liberamente" ma purtroppo in molti ignorano e/o malapplicano forse anche in malfede la disposizione di legge. Nessuno oggi si sognerebbe di portare un fucile a tracolla perché verrebbe fuori un casino ma poi, davanti ad un giudice, se le circostanze ti tempo e luogo del porto sono coerenti con la norma (vado al TAV e sto seguendo la via più breve), si andrebbe assolti con formula piena.
Come tutti comunque (Mori stesso lo fa) si sconsiglia di fare tale atto per evitare tutte le grane che implacabilmente arriverebbero.

:october:[/quote]

Sono perfettamente d'accordo :october:

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Re: trasporto armi all'interno dell'territorio Italiano

Messaggio da Neofitaaa » 25/06/2016, 6:23

Alpha63 ha scritto:
Neofitaaa ha scritto: Quello che volevo dire, è solo che, all'atto pratico, se spari a qualcuno PASSI COMUNQUE DEI GUAI, a prescindere dal tipo di PDA di cui sei dotato; anche se sei un poliziotto (il che è veramente assurdo)!!!
:october:
Non c'è nulla di assurdo: il fatto di essere poliziotti non autorizza a diventare giustizieri alla Easwood.

Neofitaaa ha scritto: Salvo casi molto particolari (che, pure, si sono verificati), credo proprio che la reazione armata sia impossibile.
In molti casi affatto particolari ci sono state assoluzioni, anzi negli ultimi 2-3 anni sembra esserci un allentamento dell'interpretazione eccessivamente restrittiva dell'art. 52.
Molto significativo è il caso Stacchio perchè il fatto non è avvenuto all'interno di una abitazione o di un esercizio ma l'agente è entrato a prendere il fucile e poi è uscito, e questo faceva temere la condanna per la mancanza dell'essere costretti a difendersi; invece la Procura ha chiesto l'archiviazione ovvero si chiude la faccenda senza alcun processo.
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Intendevo dire che è assurdo che un poliziotto spesso passi dei guai, anche solo per aver fatto un uso legittimo delle armi; che è un suo potere-dovere.
E' ovvio, però, che il fatto di essere poliziotti non autorizza certo a diventare giustizieri; chi ha mai detto una cosa del genere? :lol:
Il caso Stacchio non l'ho seguito, per cui non ti saprei dire; bisognerebbe vedere le specifiche circostanze.
Ma, se la Procura ha chiesto l'archiviazione, evidentemente non ricorrevano gli estremi per una imputazione; il che è confortante :giudice:
Negli ultimi 2-3 anni, in effetti, come scrivi tu, sembra esserci stato un certo allentamento dell'interpretazione eccessivamente restrittiva dell'art. 52 c.p..
Ciò, almeno in parte, deriva dal fatto che la legge 59 del 2006 ha modificato il detto art.52 c.p., introducendo una presunzione assoluta (iuris et de iure) di proporzione fra difesa e offesa, nei casi di reazione avvenuta durante la commissione di delitti di violazione del domicilio ed in presenza di un pericolo di aggressione fisica; per cui, le cause "andate a sentenza" negli ultimi 2-3 anni, hanno risentito di tale modifica normativa (peraltro con effetto retroattivo, ex art.2 c.p.).
Peraltro, attualmente, sono al vaglio ulteriori modifiche di tale art.52 c.p.
a) DDL 2892 Molteni ed altri
b) DDL 3380 La Russa ed altri
c) DDL 3384 Marotta
d) DDL 3434 Fontana
Se vi interessa, ne possiamo parlare, perchè alcune sono molto interessanti.
:october:
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