FUCILE DA CACCIA EREDITATO

pistole, fucili, carabine, Ex ordinanza, collezione

FUCILE DA CACCIA EREDITATO

Messaggioda Silvia_sissi » 14/06/2018, 7:15

Buongiorno a tutti,
sono nuova e mi sono iscritta per un motivo particolare.
Sarò sincera, non sono appassionata di armi, però ho ereditato il fucile da caccia di mio padre.
Dopo averne denunciato il possesso ai carabinieri, mi è stato prelevato da casa ed è tuttora in custodia al comando.
Il fucile è stato acquistato nel 1951 da mio papà che allora era un ragazzo. Lui era molto affezionato al suo fucile e mi raccontava dei sacrifici e i lavori vari che aveva fatto per acquistarlo.
I carabinieri mi hanno dato due possibilità per questo fucile: o disarmarlo (l'armiere mi ha chiesto circa 400 euro) o fare il porto d'armi.
A me spiace farlo manomettere dall'armiere e vorrei tenerlo così. Non posseggo munizioni e non ho intenzione di comperarne e lo terrei nella sua fuciliera/cassaforte senza toccarlo. Insomma vorrei solo tenerlo così, per ricordo. ma devo avere sto benedetto documento!!!
E' difficile il corso al tiro? E' necessario imparare a sparare o si può solo seguire la teoria? Chi mi può aiutare? Grazie. Silvia
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Re: FUCILE DA CACCIA EREDITATO

Messaggioda Beppepac » 14/06/2018, 7:30

Silvia quale il problema prendi il porto d'Arma!
Tante donne ce hanno, nel esame pratico non devi far altro che usare un arma per colpire un bersaglio!
Molto facile , ma sopratutto divertente!
Dopo scoprirai le cazzate dette dalla TV, le armi non sono ne brutte ne cattive ma solo oggetti!
Coraggio porta avanti la tradizione di famiglia!
Ciao Beppe
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Re: FUCILE DA CACCIA EREDITATO

Messaggioda dibiro » 14/06/2018, 7:38

Benvenuta Silvia.
Dai retta a Beppe, il corso per il maneggio armi non è difficile e gli istruttori del TSN non sono dei cerberi nè dei sergenti maggiori stile "Full Metal Jacket", ma degli autentici "missionari delle armi", che si sforzano di mettere in testa agli allievi dei concetti elementari e logici.
Corri a iscriverti e troverai un ambiente simpatico. Il tuo Papà sarebbe contento.
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Re: FUCILE DA CACCIA EREDITATO

Messaggioda andryb » 14/06/2018, 7:46

Devi fare il corso di maneggio presso il TSN Tiro a Segno Nazionale più vicino. Su internet puoi trovare tutti i recapiti. In genere dura una mattinata. Una lezione teorica in aula e una lezione pratica con prova di tiro sul bersaglio. Ti rilasciano l'attestato, che fa parte della documentazione da allegare alla richiesta da rivolgere al Commissariato di Polizia ovvero Stazione dei Carabinieri più vicina.
Il certificato più complesso ed oneroso da procurarsi è quello medico.
Al link sotto indicato della Polizia di Stato troverai ogni utile indicazione.

http://www.poliziadistato.it/articolo/314
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Re: FUCILE DA CACCIA EREDITATO

Messaggioda ranger.78 » 14/06/2018, 8:41

Ha preso il porto d'armi anche una giornalista, solo per fare questo servizio....

https://www.youtube.com/watch?v=j0Z7C0QreZI
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Re: FUCILE DA CACCIA EREDITATO

Messaggioda Silvia_sissi » 14/06/2018, 9:38

Grazie, mi avete incoraggiato molto, ora sono più tranquilla.
Non oiglio demonizzare le armi, solo non ne sono particolarmente appassionata.
Però questo documento lo voglio fare per mio papà per tenere il suo fucile. Mi fa male sapere che lo manomettono e lo rendono un ferro vecchio senza senso. Grazie. Silvia
Ultima modifica di Silvia_sissi il 14/06/2018, 11:03, modificato 1 volta in totale.
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Re: FUCILE DA CACCIA EREDITATO

Messaggioda Fra1 » 14/06/2018, 9:44

Silvia ma cosa hanno scritto nel verbale di sequestro ?
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Re: FUCILE DA CACCIA EREDITATO

Messaggioda lepanto357 » 14/06/2018, 9:46

E' molto bello da parte sua, lo prenda anche come uno svago. In bocca al lupo
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Re: FUCILE DA CACCIA EREDITATO

Messaggioda Fra1 » 14/06/2018, 9:50

Divieto di detenzione

Secondo l'art. 39 del TULPS, il prefetto ha facoltà di vietare la detenzione delle armi, munizioni e materie esplodenti, denunciate ai termini dell'articolo precedente, alle persone ritenute capaci di abusarne.
In materia di detenzione delle armi, la disciplina dettata dall'art. 39 è diretta al presidio dell'ordine e della sicurezza pubblica, alla prevenzione del danno che possa derivare a terzi dall'indebito uso e dall'inosservanza degli obblighi di custodia, nonchè dalla commissione di reati che possano essere agevolati dall'utilizzo del mezzo di offesa.
Qualora a carico del detentore emergano un insieme di elementi che, valutati globalmente, integrano il venir meno del necessario affidamento per continuare a detenerle, ciò determina la legittimità del provvedimento di divieto di detenzione (vedi Consiglio di Stato, sez. VI, n. 6288 del 7.12.2007)
Ritiro cautelare da parte degli organi di polizia

Il 1 luglio 2011 è entrato in vigore il D. Lgs. 204/2011 che ha apportato rilevanti modifiche alle norme in materia di armi.
Il Decreto Legislativo 29 settembre 2013, n. 121. pubblicato nella G.U. Serie Generale n. 247 del 21/10/2013, entrato in vigore il 5 novembre 2013, all'art. 1 comma 2 lett. c) modificando l'art. 39 del T.U.L.P.S., introduce la possibilità, per gli Ufficiali ed Agenti di Pubblica Sicurezza, di provvedere, in caso di urgenza, all'immediato ritiro cautelare di armi, munizioni e materie esplodenti regolarmente denunciate ai sensi dell'art. 38 T.U.L.P.S., dandone immediata comunicazione al Prefetto.

Il caso pratico ed i dubbi operativi

Durante la normale attività di controllo del territorio, avviene spesso che gli operatori della forza pubblica debbano affrontare comportamenti non costituenti reato, ma che coinvolgono soggetti non sembrano più in possesso dei requisiti richiesti per la detenzione delle armi.
L'art. 39 TULPS stabilisce che "il prefetto ha facoltà di vietare la detenzione delle armi, munizioni e materie esplodenti, denunciate ai termini dell'articolo precedente, alle persone ritenute capaci di abusarne."
Tuttavia a volte il rischio si presenta con carattere di attualità ed occorre perciò l'immediato spossessamento dell'arma, in attesa del definitivo provvedimento del Prefetto. (si pensi al legittimo detentore di un'arma in preda ad una crisi depressiva).
Dalla una ricerca effettuata per la tesi da un frequentatore della Scuola superiore di polizia, è emerso che, quando vengono riscontrate o ipotizzate irregolarità in ordine alle modalità di detenzione di un'arma, viene sovente effettuato un cosiddetto " ritiro cautelare" di tutte le armi denunciate, anche con motivazioni insufficienti.
In questi termini, a seguito delle recenti innovazioni della norma, la procedura è corretta**.
Che fare, quindi in questi casi?
E' opportuno riassumere le norme che regolano la materia.
A) Divieto di detenzione

L'art. 39 quindi, come novellato dal citato D.Lgs. 29/9/2013, n. 121, da la facoltà agli U.P.S. ed A.P.S. di "surrogare" la funzione del Prefetto, dandone a quest'ultimo, immediata comunicazione. (art. 39 TULPS)
La giurisprudenza ha costantemente affermato che la misura si ricollega ad un giudizio ampiamente discrezionale in ordine alla capacità personale di abuso da parte dei soggetti detentori, e trova giustificazione tutte le volte che, sulla base di un giudizio prognostico “ex ante”, non vi é la certezza della completa affidabilità del soggetto (Tar Campania, Napoli, sez. III, 21 febbraio 2002, n. 1066; Cons. giust. amm. Sicilia, Sez. giurisd., 11/10/1999, n. 429.
Tuttavia la decisione del prefetto deve essere supportata da adeguata istruttoria, a volte con comunicazione di avvio del procedimento, il che fa spesso sorgere la necessità di adottare soluzioni urgenti ora consentite.
Secondo la giurisprudenza ( Tar Puglia sent. n. 5361/04 , TAR Lombardia, sent. 1250 /2008) il pericolo di abuso delle armi richiede un adeguata valutazione non del singolo episodio ma anche della personalità del soggetto sospettato che possa giustificare un giudizio necessariamente prognostico sulla sua sopravvenuta inaffidabilità. Secondo il collegio la mera denuncia all’Autorità giudiziaria non è circostanza che da sola possa giustificare la revoca ovvero il diniego del porto d’armi . Tali cautele sono ancor più necessarie quando l'interessato esercita la professione di guardia particolare giurata.
Il Tar Veneto ( Sez. terza, 15 ottobre 2003, n. 5901), in un caso in cui il prefetto aveva vietato la detenzione delle armi ad un soggetto, la cui convivente aveva segnalato ripetute minacce di suicidio, ha ritenuto che l'urgenza non fosse tale da giustificare l’omissione della comunicazione di avvio del procedimento, tenuto conto del fatto che già i Carabinieri, a titolo cautelativo, avevano ritirato l'arma al ricorrente.
Nella circostanza il TAR non è stato chiamato a valutare il "ritiro cautelare", tuttavia è significativo il fatto che su di esso abbia basato la propria decisione, dando per scontata la legittimità del l'atto operato da un organo di polizia.
B) Sequestro amministrativo

Il sequestro amministrativo non è possibile.
Infatti, secondo la legge, gli organi addetti al controllo sull'osservanza delle disposizioni per la cui violazione è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro ….possono procedere al sequestro cautelare delle cose che possono formare oggetto di confisca amministrativa, nei modi e con i limiti con cui il codice di procedura penale consente il sequestro alla polizia giudiziaria. (Art. 13 L. 689/1981)
La confisca amministrativa, ai sensi dell'art. 20 della legge 689/81 è una sanzione amministrativa accessoria. Tuttavia, avendo l'art. 34 della medesima legge ha escluso dalla depenalizzazione le disposizioni concernenti armi, munizioni ed esplosivi, non si rinvengono in materia ipotesi di confisca amministrativa né, conseguentemente, di sequestro amministrativo di iniziativa.
C) Il sequestro probatorio di iniziativa della P.G.

Il sequestro probatorio presuppone la commissione di un reato: in materia di armi la polizia giudiziaria agisce secondo le regole del Codice di procedura penale.
Se vi è pericolo che le cose, le tracce e i luoghi pertinenti al reato si alterino o si disperdano o comunque si modifichino e il pubblico ministero non può intervenire tempestivamente, ovvero non ha ancora assunto la direzione delle indagini, gli ufficiali di polizia giudiziaria gli Ufficiali di polizia giudiziaria (e gli agenti ex art. 113 N. attuaz) se del caso, sequestrano il corpo del reato e le cose a questo pertinenti. (Art. 354. c.p.p.).
D) Il sequestro preventivo di iniziativa della P.G.

Tra le attività che in certi casi la Polizia Giudiziaria è autonomamente legittimata ad effettuare rientra anche il sequestro preventivo. In materia di armi, l'eventualità è piuttosto frequente
Quando vi è pericolo che la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa aggravare o protrarre le conseguenze di esso ovvero agevolare la commissione di altri reati , nel corso delle indagini preliminari, se non è possibile, per la situazione di urgenza, attendere il provvedimento del giudice, prima dell'intervento del pubblico ministero, al sequestro procedono ufficiali di polizia giudiziaria. Essi nelle quarantotto ore successive, devono trasmettere il verbale al pubblico ministero del luogo in cui il sequestro è stato eseguito .
Il sequestro perde efficacia se non sono osservati i termini previsti ovvero se il giudice non emette l'ordinanza di convalida entro dieci giorni dalla ricezione della richiesta. (art. 321, commi 3-bis e 3-ter c.p.p.)

La convalida del sequestro ha lo scopo di accertare che sussistano le condizioni previste dalla legge e cioè:

che un reato sia stato commesso e l'arma (o le armi) sia pertinente al reato
che la disponibilità dell'arma possa aggravare o protrarre le conseguenze del reato o agevolare la commissione di altri reati.
che l'atto di sequestro sia stato urgente ed indifferibile;

Attenzione! Presupposto del sequestro preventivo è la commissione di un reato. Sarebbe quindi illegittimo il sequestro preventivo effettuato prima che il reato sia commesso, sul mero presupposto che l’agente abbia intenzione di commetterlo (Cfr Cass. III, sent. 778 del 30.6.93)

Peraltro, in tema di sequestro preventivo, la nozione di cose pertinenti al reato è piuttosto ampia in quanto comprende non solo il corpo di reato ,ma abbraccia anche tutte le cose legate anche indirettamente alla fattispecie criminosa. Ciò comporta che, in astratto, ogni bene può essere pertinente a reato, salvo verificarne in concreto il legame con quest’ultimo. (Cfr. Cass. V, sent. 1671 del 09.06.98).
In quest'ottica, un'arma legittimamente detenuta può essere sottoposta a sequestro preventivo se è collegabile al reato commesso e se esiste la concreta possibilità che l'arma stessa possa essere usata per aggravare le conseguenze del reato o agevolare la commissione di altri reati
Non deve trattarsi di una generica ed astratta eventualità, ma di una concreta possibilità, desunta dalla natura del bene e da tutte le circostanze del fatto, che il bene assuma carattere strumentale rispetto all'aggravamento o alla protrazione delle conseguenze del reato ipotizzato o alla agevolazione della commissione di altri reati (.Cfr. Cass. V, sent. 2899 del 27.6.00 ).
Giova rammentare che, per consentire al giudice le valutazioni in ordine alla convalida., nel verbale di sequestro vanno indicate dettagliatamente le motivazioni che hanno imposto l'atto di p.g. in via d'urgenza.
E) Il ritiro cautelare da parte degli Ufficiali ed Agenti di P.S.

Prima delle modifiche introdotte dal D.Lgs. 29 settembre 2013, n. 121, la legge non prevedeva esplicitamente alcun potere di “ritiro cautelare” in capo ad operatori di polizia nelle more del definitivo provvedimento del prefetto (si pensi al legittimo detentore di un’arma in preda ad una crisi depressiva).
Peraltro l’esigenza, in determinati casi di necessità ed urgenza, di consentire agli stessi operatori l’adozione delle misure necessarie per impedire eventuali abusi nell’uso delle armi, è emersa anche dai lavori della commissione Pioletti1 conclusisi nel 2005. Trattandosi di attività di prevenzione, e non di polizia giudiziaria, si era correttamente pensato di attribuire l’iniziativa agli ufficiali di P.S.2
La proposta però non è mai giunta al parlamento per essere trasformata in legge.
Il 1° luglio 2011 è entrato in vigore il D.Lgs. 204/2010 che ha apportato rilevanti modifiche alle norme in materia di armi.
Nella norma mancava, purtroppo, l’attesa precisazione sulla possibilità, per gli organi di polizia, di procedere al ritiro cautelare delle armi in caso d’urgenza (si pensi, ad esempio, al legittimo detentore di un’arma in preda ad una crisi depressiva).
Tuttavia la nuova formulazione dell’art. 38 TULPS consentiva di avanzare alcune ipotesi, in ordine ai poteri di intervento possibili, nelle more della determinazione del prefetto. In particolare sembrava possibile attribuire al questore il potere di disporre il ritiro cautelare, con facoltà di delega del potere medesimo.
Ora, finalmente, il secondo comma del novellato articolo 39 TULPS recita:
“Nei casi d’urgenza gli ufficiali e gli agenti di pubblica sicurezza provvedono all’immediato ritiro cautelare dei materiali di cui al primo comma, dandone immediata comunicazione al prefetto.
Quando sussitono le condizioni di cui al primo comma, con il provvedimento di divieto il prefetto assegna all’interessato un termine di 150 giorni per l’eventuale ces- sione a terzi dei materiali di cui al medesimo comma. Nello stesso termine l’interessato comunica al prefetto l’avvenuta cessione. Il provvedimento di divieto dispone, in caso di mancata cessione, la confisca dei materiali ai sensi dell’articolo 6, quinto comma, della legge 22 maggio 1975, n. 152”.
Il legislatore del 2013 ha preferito attribuire l’incombenza sia agli ufficiali che agli agenti di P.S., anzichè ai soli ufficiali di P.S, come invece aveva previsto la Commissione Pioletti.
La scelta è stata probabilmente determinata dalla necessità di consentire il ritiro cautelare anche agli agenti di Polizia Locale (purchè con decreto prefettizio di nomina ad agente di P.S.), i quali più spesso di altri operatori di polizia, possono trovarsi ad affrontare situazioni di malattia mentale.
Il ritiro cautela è in realtà un sequestro.
Al riguardo, sono necessarie alcune precisazioni.
Il legislatore ha utilizzato l’espressione “ritiro cautelare dei materiali”, del quale deve essere data “immediata comunicazione al prefetto”, senza però definire la relativa procedura.
Probabilmente si è voluto sottolineare il fatto che si procede solo allo spossessamento dell’arma, ma non alla privazione di altre forme di disponibilità, nel senso che essa potrà sempre essere ceduta a terzi .
Del “ritiro cautelare” deve essere redatto apposito verbale,
Infatti la verbalizzazione è prescritta per gli ufficiali ed agenti di P.S. dall’art. 37 del R.D. 31 agosto 1907, n. 690, che recita: “… gli ufficiali e gli agenti di pubblica sicurezza dovranno distendere verbale e fare rapporto di quanto hanno eseguito e potuto osservare in servizio”
Si tratta di un atto pubblico che, secondo l’art. 2700 del codice civile “fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza del documento dal pubblico ufficiale che lo ha formato, nonché delle dichiarazioni delle parti e degli altri fatti che il pubblico ufficiale attesta avvenuti in sua presenza o da lui compiuti”.
Parallelamente giova sottolineare come l’art. 6 della legge 152/1975 preveda in capo al prefetto un esplicito potere di confisca amministrativa nel caso in cui entro 150 gg. non sia avvenuta la prescritta cessione a terzi. Conseguentemente il “ritiro cautelare”, che ha luogo anche contro la volontà dell’interessato, trova la sua legittimazione proprio nella possibilità di confisca amministrativa.

Il che porta a concludere che, a dispetto della definizione usata dal legislatore, si è in presenza di una forma di sequestro amministrativo atipico.

In quest’ottica l’atto [sequestro amministrativo] è dettagliatamente regolato dal decreto del presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 571, che obbliga (art. 4) il pubblico ufficiale procedente a redigere apposito verbale nel quale è descritto l’elenco delle cose sequestrate da consegnare in copia alla persona presso la quale le cose sono state sequestrate e con l’indicazione dell’autorità alla quale gli interessati possono proporre opposizione (che in questo caso è il prefetto).
Le cose sequestrate vengono assicurate con il sigillo dell’ufficio cui appartiene il pubblico ufficiale che ha proceduto al sequestro e,se possibile, con la sottoscrizione del capo dell’ufficio (art. 5).
Esse sono poi annotate in apposito registro con indicazione del procedimento cui si riferiscono, dell’autorità cui è stato inviato il verbale di sequestro, delle generalità della persona cui appartengono, del luogo in cui sono custodite.
Nel registro devono essere altresì annotati gli estremi dei provvedimenti che au- torizzano l’alienazione o la distruzione delle cose nonché di quelli che ne dispongono la confisca o la restituzione e deve essere inoltre fatta menzione della data in cui i prov- vedimenti stessi sono stati eseguiti (art. 9).

Il verbale di ritiro cautelare, unitamente ad una relazione relativa ai fatti avvenuti ed alle motivazioni che hanno indotto l’operatore di pubblica sicurezza ad agire d’i- niziativa in via d’urgenza debbono essere inviati immediatamente al Prefetto.
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Re: FUCILE DA CACCIA EREDITATO

Messaggioda ranger.78 » 14/06/2018, 10:12

Sembra eccessivo anche a me il sequestro del fucile....
Mah....paese che vai, maresciallo che trovi... :mha:

Non hai nessun parente/amico con porto d'armi che possa prendere in carico il fucile fino a che non sarai in regola con il tuo porto d'armi??
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Re: FUCILE DA CACCIA EREDITATO

Messaggioda Alpha63 » 14/06/2018, 10:16

ranger.78 ha scritto:Sembra eccessivo anche a me il sequestro del fucile....
Mah....paese che vai, maresciallo che trovi... :mha:

Non hai nessun parente/amico con porto d'armi che possa prendere in carico il fucile fino a che non sarai in regola con il tuo porto d'armi??


La soluzione migliore, qualunque conoscente con porto d'armi lo può prendere in carico così potrai fare il tuo senza fretta.
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Re: FUCILE DA CACCIA EREDITATO

Messaggioda Silvia_sissi » 14/06/2018, 11:02

Fra1 ha scritto:Silvia ma cosa hanno scritto nel verbale di sequestro ?
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Non credo sia un sequestro, io non ho verbali...appena dopo la morte di mio padre ho fatto sapere ai carabinieri del fucile e loro, in attesa che io decida di farlo disarmare o di fare l'abilitazione, lo trattengono.
Credo sia la prassi, ne ho sentiti altri che nel m omento del decesso del proprietario si son visti portare via dai CC l'arma.
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Re: FUCILE DA CACCIA EREDITATO

Messaggioda Silvia_sissi » 14/06/2018, 11:05

ranger.78 ha scritto:Sembra eccessivo anche a me il sequestro del fucile....
Mah....paese che vai, maresciallo che trovi... :mha:

Non hai nessun parente/amico con porto d'armi che possa prendere in carico il fucile fino a che non sarai in regola con il tuo porto d'armi??

Purtroppo no...una persona lo ha scaduto e non lo vuole rinnovare
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Re: FUCILE DA CACCIA EREDITATO

Messaggioda Silvia_sissi » 14/06/2018, 11:07

Alpha63 ha scritto:
ranger.78 ha scritto:Sembra eccessivo anche a me il sequestro del fucile....
Mah....paese che vai, maresciallo che trovi... :mha:

Non hai nessun parente/amico con porto d'armi che possa prendere in carico il fucile fino a che non sarai in regola con il tuo porto d'armi??


La soluzione migliore, qualunque conoscente con porto d'armi lo può prendere in carico così potrai fare il tuo senza fretta.

Cioè, se conosco qualcuno che va a caccia, lo ritira dai Cc e poi se lo tiene. Poi io, fatto il porto d'armi cosa dovrei fare, andare a prenderlo o fare un altro giro di pratiche burocratiche?
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Re: FUCILE DA CACCIA EREDITATO

Messaggioda ranger.78 » 14/06/2018, 17:28

mk1 ha scritto:
Beppepac ha scritto:
Silvia_sissi ha scritto:Cioè, se conosco qualcuno che va a caccia, lo ritira dai Cc e poi se lo tiene. Poi io, fatto il porto d'armi cosa dovrei fare, andare a prenderlo o fare un altro giro di pratiche burocratiche?


Silvia la prassi da fare e questa:
Vai dal medico di famiglia e fatti rilasciare un Anamnestico per il maneggio delle armi
Poi al Asl per la visita 'idoneità psico-fisica.
Telefona al poligono "Nazionale " piu vicino a te, e concorda per Attestato di abilitazione al maneggio armi .
Poi due foto , due marche da bollo 16€, piu un versamento postale di 1,27!
Ti presenti in Questura Ufficio Armi e fai la domanda. http://www.poliziadistato.it/articolo/315
Puoi fare tutto in una settimana e dopo 30 giorni avrai il tuo Porto d'Armi!
E riporterai in famiglia cio che indegnamente ti hanno sottratto!
Beppe

beppe hai dimenticato il bolettino da 176 e rotti euro.... fortuna che per quello sportivo si paga 1 volta ogni 6 anni , il mio che e caccia va pagato ogni anno...


Michi.....quale bollettino??? il tav non paga nessun bollettino....
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Re: FUCILE DA CACCIA EREDITATO

Messaggioda Fra1 » 14/06/2018, 20:03

Silvia_sissi ha scritto:
Fra1 ha scritto:Silvia ma cosa hanno scritto nel verbale di sequestro ?
Fra1

Non credo sia un sequestro, io non ho verbali...appena dopo la morte di mio padre ho fatto sapere ai carabinieri del fucile e loro, in attesa che io decida di farlo disarmare o di fare l'abilitazione, lo trattengono.
Credo sia la prassi, ne ho sentiti altri che nel m omento del decesso del proprietario si son visti portare via dai CC l'arma.

Ma quale prassi ??? Senza verbale di sequestro i CC commettono un abuso.
Il verbale dev'essere trasmesso al Prefetto IMMEDIATAMENTE.
A quale titolo detengono un arma ??
Ti ho citato tutta la normativa.
Vai dall'avvocato e fallo agire in modo che ti venga restituito immediatamente il fucile che hai regolarmente denunciato.
Il Prefetto, laddove ritenga che tu non abbia capacità tecnica (ma potresti prendere l'abilitazione in un TSN), può vietare la detenzione delle munizioni.
Non c'è altro !
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Re: FUCILE DA CACCIA EREDITATO

Messaggioda customs » 14/06/2018, 20:58

Tutti interessati e prodighi di consigli appena una gentil donzella mette il naso nel forum, eh?!
Vecchi satiri ... hi hi hi.... !!!
In un conflitto a fuoco la prima regola è ... avere un'arma!!
customs
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Re: FUCILE DA CACCIA EREDITATO

Messaggioda Alpha63 » 14/06/2018, 21:03

customs ha scritto:Tutti interessati e prodighi di consigli appena una gentil donzella mette il naso nel forum, eh?!
Vecchi satiri ... hi hi hi.... !!!


No, vecchi gentelmans.
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Re: FUCILE DA CACCIA EREDITATO

Messaggioda customs » 14/06/2018, 21:05

Ah beh ...
In un conflitto a fuoco la prima regola è ... avere un'arma!!
customs
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Re: FUCILE DA CACCIA EREDITATO

Messaggioda monteaspro » 14/06/2018, 21:10

:sigaro: : e una cosa molto intricata ,quando si tratta di armi-
Ultima modifica di monteaspro il 15/06/2018, 20:37, modificato 2 volte in totale.
monteaspro
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